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Noi vogliamo il bosco

In questa coraggiosa ed innovativa idea, ma soprattutto nella “vision” che la nostra associazione si propone, non possiamo evitare di parlare della TEORIA DEI SISTEMI.

La foresta è un sistema. Questa teoria, in maniera generale, fu sviluppata nella prima metà del secolo scorso dal biologo Ludwig von Bertalanffy, il quale la definì come segue: “un sistema è un insieme integrato di parti interagenti ed interdipendenti in cui le proprietà del sistema non corrispondono alla somma delle proprietà delle singole componenti, ma traggono origine proprio dalla configurazione di relazioni che caratterizza il sistema stesso”.

Questo ci introduce all’approccio cosiddetto sistemico, ossia focalizzare l’attenzione dalle parti al tutto. Il “tutto” si trova in un equilibrio dinamico, che è in continua fluttuazione, dipendendo dai vari e stratificati livelli di organizzazione che si compongono di questi tasselli (le parti del sistema) e che tutti insieme costituiscono il sistema stesso. Da qui, senza entrare in particolari che risulterebbero in questa sede prolissi, passiamo al concetto di omeostasi: più il sistema risulta complicato e più esso ha capacità di riorganizzarsi, di autoregolarsi e di rispondere positivamente ad un cambiamento. La foresta è capace di fare tutto ciò. Delle volte ha addirittura la necessità di subire un disturbo (naturale) per poter evolversi.

La foresta non è una somma di alberi, la foresta è la risultante di miriadi di vettori che in maniera circolare si distribuiscono nello spazio e nel tempo: dalle risorse disponibili, ai fattori limitanti, al substrato, ai fattori fisici, agli eventi catastrofici, alle interazioni che ogni individuo ha con l’altro etc.

Ciò che è importante è far capire che il bosco assolve alla funzione di assorbimento della CO2, evita il rischio idrogeologico (es. alluvioni), ci fornisce ossigeno, ci regola il microclima, è un magazzino di biodiversità (cosa che si rispecchia sul benessere del pianeta e che non si può certo definire con una sola parola), ci dà buoni prodotti con i quali nutrirsi, ci fa svagare in una giornata di festa e, perché no, ci riscalda e ci arreda casa. Questo non è un compito da tutti, non è un compito da dare ad un “orto di alberi”. Noi non abbiamo solo bisogno di alberi e di legna da ardere, noi abbiamo bisogno del bosco, della foresta come di un professionista. Sarà Lui ad occuparsi dei nostri problemi. Perpetuare il bosco non è affare da poco. In un mondo dove la parola “sostenibilità” è marketing, noi vorremmo tornare un passo indietro e farci aiutare da chi davvero la sa lunga. Instaurare e creare i presupposti perché un vero e proprio bosco si crei, andando a riforestare un terreno brullo ed abbandonato è ciò che ci preme.

 

Dott. Samuele Maestri

Università degli Studi della Tuscia

Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE)

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