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dettagli

Cosa ha di speciale il Fondo Forestale Italiano?

Le forestazioni del Fondo Forestale Italiano non saranno certo le prime ad essere  eseguite in Italia, ma a differenza da quanto avvenuto fino ad oggi, l’associazione:

  1. possiede e non cede mai i terreni che foresta. Può creare foreste anche su terreni ricevuti in comodato, ma solo se il comodato è per almeno 50 anni;
  2. non si limita a piantare o seminare ma si prende cura dello sviluppo delle piantine almeno fino a quando non saranno autosufficienti dal punto di vista idrico;
  3. continua a proteggere e difendere dal fuoco e dalle speculazioni le sue foreste per sempre;
  4. si propone di attivare sul territorio un volontariato che segua lo sviluppo delle locali foreste e ne controlli lo stato nel tempo, specie in attività anti incendio.
  5. non lucra sulle foreste e si impegna ad effettuare solo ed esclusivamente i tagli che saranno necessari al sano sviluppo delle foreste. Questo anche per non danneggiare la fauna nel frattempo insediatasi;

I punti 1, 2 e 3 differenziano l’operato del FFI rispetto a quanto già fatto da altri in passato e che, spesso, si è limitato alla sola piantagione. Sono infatti migliaia gli ettari rimboscati ma tornati presto brulli a causa dell’assenza di:

  • cure precedenti la piantumazione, come la protezione individuale delle piantine o la recinzione contro i cinghiali;
  • cure successive, come il controllo degli arbusti e l’irrigazione;
  • prevenzione anti incendio.

Il punto 5 differenzia le attività dell’associazione da quelle svolte per business.

Come finanziate gli acquisti di terreno?

Per ogni terreno di nostro interesse costruiamo un "progetto" operativo sul quale fare convergere fondi attraverso il crowdfunding. Il progetto indica anche tutte le risorse economiche necessarie (acquisto, eventuale sistemazione del terreno, eventuale recinzioni, semina o piantagione).

Se il progetto ottiene il finanziamento necessario, allora passiamo all'acquisto del terreno e alla realizzazione del progetto, se invece dal crowdfunding non raccogliamo sufficienti risorse, possiamo:

  1. utilizzare eventuali risorse economiche già in nostro possesso, magari ottenute da sponsorizzazioni o lasciti;
  2. fare un acquisto parziale del terreno;
  3. abbandonare il progetto.
Come scegliete i terreni?

Al fine di abbassare la CO2 in atmosfera si possono creare foreste ovunque, non necessariamente in aree metropolitane o in zone dove i terreni sono molto costosi. Il Fondo Forestale Italiano:

  1. acquisisce terreni mediante acquisto, lascito testamentario, comodato o usufrutto. Il comodato deve essere per almeno 50 anni;
  2. acquisisce solo terreni che hanno i seguenti requisiti (altri se ne possono aggiungere):
  • vi insistono tutte le condizione per creare foreste, secondo il giudizio tecnico dei nostri esperti;
  • sono accessibili ai mezzi meccanici, ma sono lontano da strade di transito per evitare il rischio di incendi colposi;
  • possono essere recintati;
  • non vi si esercita ne la caccia ne la pastorizia;
  • non sono appetibili per scopi edilizi, agricoli o di pastorizia;
  1. preferisce acquisire terreni che:
  • rientrano nella rete "Natura 2000" con le denominazioni ZPS (Zone a Protezione Speciale), SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZSC (Zone Speciali di Conservazione). Ciò per aumentare la possibilità di vincere bandi LIFE della UE;
  • ricadono in aree montane, per non pagare l’IMU.
  1. procede ad acquisti di terreno e a forestazioni senza mai eccedere le disponibilità economiche, tenendo conto degli impegni di spesa presi con le precedenti forestazioni che devono essere seguite per almeno 4 anni;
  2. non vende mai i propri terreni, ne quelli avuti come lascito ne quelli acquistati.
Perché i terreni li volete di vostra proprietà?

E’ l’unico modo per essere certi  che nessuno distruggerà in futuro le foreste che vi abbiamo creato. Per lo stesso motivo, non li venderemo mai!

Però potete creare foreste anche su terreni altrui!

Si, ma solo se ce li danno in comodato o in concessione per un congruo periodo, diciamo almeno 50 anni, abbastanza per evitare speculazioni.

Perché non taglierete mai le foreste create?

Le nostre foreste sono d'alto fusto e potrebbero essere utilmente tagliate fra non meno di 50 o 100 anni, pertanto il problema del loro taglio non si pone ora e possiamo lasciarle indisturbate ad assorbire il CO2. Saranno i nostri "nipoti" a decidere cosa fare delle nostre foreste, sperando che  nel frattempo l'umanità avrà risolto in qualche modo il problema dell'eccesso di CO2 in atmosfera.

In ogni caso anche se volessimo effettuare tagli prima del tempo non potremmo certo produrre legna da ardere, dato che la combustione del legno riporta in atmosfera tutta la CO2 accumulata. Potremmo produrre legname per attività "industriali" come tavole, pali, travi da edilizia, ma non vogliamo farlo perché:

  • vogliamo preservare l’aspetto biologico e naturalistico delle foreste e non potremmo farlo sottoponendole a tagli a scopo economico;
  • vogliamo combattere i cambiamenti climatici, non fare affari;
  • chi dona soldi o terreni al FFI deve essere certo di fare beneficenza a un ente no-profit e non di aiutare una azienda commerciale che pianta alberi per poi tagliarli.
Voi non li tagliate, ma quando muoiono gli alberi non restituiscono la CO2 ?

Gli alberi morti hanno un grande valore ecologico essendo fonte di vita per decine e decine di specie di piccoli animali, inoltre sono sempre esistiti nelle foreste, anche quando esse coprivano tutta la terra e la CO2  in atmosfera era meno di ora.

Sappiamo che quando un albero muore si trasforma in necromassa che viene poi decomposta rimettendo lentamente in circolo l'anidride carbonica,  però le nostre foreste sono d'alto fusto e gli alberi inizieranno a morire non prima di 50 o 100 anni, quindi la restituzione dell'anidride carbonica inizierà allora. E non è detto che sarà un problema per i nostri "nipoti" poiché nel frattempo l'umanità avrà risolto in qualche modo il problema dell'eccesso di CO2 in atmosfera.

Terrete “puliti” i vostri boschi per evitare gli incendi?

Non terremo il bosco “pulito” come molti intendono, perché il FFI  vuole creare boschi naturali, lasciati alla loro libera evoluzione, non "fabbriche" di alberi tutti allineati e coperti come tanti soldatini, alberi che spuntano su un terreno pulito, senza sottobosco. Il sottobosco è infatti una parte importantissima dell'ecosistema forestale, si pensi alla flora e alla fauna che contiene ed alimenta,  quindi vogliamo lasciarlo alla sua libera evoluzione naturale, al pari degli alberi.

La gran parte dei tecnici e degli scienziati forestali (e anche il comune sentire delle persone) ritiene rarissimo che in Italia un bosco bruci per autocombustione. Se non è autocombustione, allora la causa dei tanti incendi che ogni estate imperversano è l'uomo: atti colposi (ossia senza volontà, come ad esempio la famosa "cicca di sigaretta") o atti volontari.

Per ridurre al minimo i rischi di incendi causati intenzionalmente dall'uomo, il FFI sceglie terreni sui quali non ricadono mire "economiche" di alcun tipo (pastorizia, edilizia, ...) e attiva collaborazioni sul territorio con i Comuni e le associazioni locali in modo che il nuovo bosco sia accettato "socialmente". Inoltre le sezioni locali del FFI si relazionano con  studenti, scout ed altre associazioni al fine di operare un monitoraggio del loro bosco.

Per minimizzare i rischi di propagazione degli incendi (qualunque ne sia la causa) piantiamo gli alberi più resistenti al fuoco, tra quelli adatti al territorio. Nella scelta siamo guidati dal nostro Comitato Scientifico che ci indica anche tutte le azioni utili al nostro scopo previste dalla scienza, dalle pratiche forestali e dal buon senso. Ad esempio, lungo i perimetri dei nostri boschi lasciamo strade tagliafuoco che puliamo regolarmente.

Perché siete contrari all’uso delle biomasse forestali per produrre elettricità?

E' un argomento che merita una pagina a se stante.

 

Parteciperete mai al commercio delle quote di CO2 ?

Mai! vogliamo diminuire la CO2 in atmosfera, non compensare le  attività di chi la produce.

Se non vendete né le foreste né il loro, legname, come vi finanziate?

Ci affidiamo alle offerte e al 5 per mille di chi crede nel nostro progetto, alle quote dei nostri soci e accettiamo donazioni e legati testamentari.

Chi mi assicura che un giorno non farete profitti dai terreni acquistati con i sodi dei vostri benefattori? O non inizierete a tagliare le foreste?

I nostri princìpi sono scritti nello Statuto del Fondo Forestale Italiano e qualunque nostro atto contrario allo Statuto sarebbe nullo.

cosa succede quando l’associazione si scioglie?

La legge prevede che tutti i terreni verranno dati a ONLUS/ETS aventi scopi simili

Quanto potrete effettivamente incidere sui cambiamenti climatici?
  • per quanto riguarda il CO2 a livello globale, siamo consapevoli che il nostro contributo sarà piccolo. Siamo però certi che il nostro esempio sarà seguito da altri, in tutto il mondo;
  • per quanto riguarda la mitigazione a scala locale degli effetti dei cambiamenti climatici, possiamo incidere parecchio. Tutto dipenderà dall'estensione delle aree che saremo in grado di forestare.
Le vostre foreste saranno abitate da animali?

Certamente! Le nostre foreste saranno habitat naturale e ideale per un gran numero di animali e piante. Ovviamente sarà possibile reintrodurvi specie che un tempo erano autoctone, ma che sono ormai scomparse per mancanza del loro habitat naturale. La mancanza di tagli periodici aiuterà lo stabilirsi di una fauna stanziale nei nostri boschi. L'associazione metterà in atto tutte le azioni necessarie affinché gli animali introdotti non causino danni all'economia della zona  circostante. La reintroduzione della fauna porterà ad un ulteriore arricchimento biologico del territorio e avrà ricadute positive sul turismo naturalistico.

Quando possibile sceglieremo i terreni in modo che le nostre foreste siano "corridoi ecologici" tra foreste esistenti. In questo modo allargheremo lo spazio vitale di specie animali già presenti, in particolare quelle medio grandi che necessitano di spazi maggiori.

Quali contatti avrà il Fondo Forestale Italiano con la “società civile” ?
  • Appena possibile attiveremo collegamenti con scuole al fine di diffondere la cultura del FFI;
  • Creeremo una rete di volontariato locale che ci dia una mano nel controllo delle foreste, specialmente nel campo del avvistamento precoce di incendi.
Quali contatti avrà il Fondo Forestale Italiano con le altre associazioni ambientaliste?

Saranno rapporti di amicizia e collaborazione. Sinergie e ampi spazi di collaborazione sono possibili con tutte le associazioni ambientaliste, dalle maggiori a livello internazionale alle più piccole a livello locale.

Quali contatti avrà il Fondo Forestale Italiano con il mondo scientifico?

Il Fondo Forestale Italiano è un'associazione scientifica in ambito ambientalista che usa i più moderni metodi offerti dalla scienza e dalla pratica forestale.

La scienza è sia a monte che a valle del nostro operato.

  • A monte perché scegliere i terreni migliori ai nostri fini, caratterizzare ogni singolo terreno, scegliere le specie vegetali da utilizzare e indicare le tecniche migliori per forestare, tutto ciò richiede molte e profonde conoscenze scientifiche e professionalità.
  • A valle perché  i terreni forestati saranno un enorme laboratorio per gli scienziati che potranno eseguirci una gran mole di studi, non solo in ambito botanico-forestale ma anche naturalistico ed ecologico in senso lato.

Pertanto avremo intensi e continuativi rapporti con l’ambito accademico e professionale e, una volta a pieno regime, potremo pagare borse di studio e dottorati di ricerca.

Chi pianta le vostre foreste?

Inizialmente dovremo pagare qualche ditta, ma vogliamo creare un volontariato  ambientale diffuso sul territorio che ci aiuti a piantare e custodire le foreste.