pensieri e idee

Il Blog

Il suolo: corpo naturale, vivente e dinamico

suolo forestale
Foto di Carlo Tulissi: Biotopo e Geosito dell’ “Acqua caduta” in località Cimano di San Daniele (UDINE)

Il suolo è considerato un corpo naturale vivente e in continuo divenire. In effetti Il suolo forestale, come il suolo in generale, non è semplicemente un substrato inanimato, ma un sistema dinamico e complesso ed interconnesso. Viene spesso definito come la “pelle viva della Terra” ed è composto da diverse frazioni che interagiscono tra loro continuamente. Senza entrare in una trattazione specifica che lasciamo ai pedologi forestali, possiamo dire che il suolo è formato da diverse frazioni: abbiamo componenti minerali inorganici, sostanza organica, aria e acqua (importantissime in quanto riempiono gli spazi vuoti, detti pori, tra le particelle, essenziali per la vita degli organismi e per i processi chimico-fisici).

Il biota del suolo e la biodiversità

Ma quello che è veramente importante in questo contesto è il cosiddetto BIOTA del suolo. Intendiamo con questo termine una miriade di esseri viventi, da quelli macroscopici a quelli microscopici, che rendono il suolo un vero e proprio ecosistema: batteri, funghi (come le micorrize), alghe, protozoi, nematodi. Sono fondamentali per la decomposizione e il ciclo dei nutrienti. Poi abbiamo la meso e la macrofauna: Collemboli, acari, lombrichi, insetti, millepiedi, roditori. Questi organismi contribuiscono all’aerazione e alla strutturazione del suolo. La definizione di “corpo vivente” deriva soprattutto dal ruolo cruciale che la biologia del suolo svolge in tutti i processi vitali.

Di nuovo senza entrare nel merito delle complesse relazioni ecosistemiche intrinseche del suolo forestale (il suolo agricolo è tutt’altra cosa in quanto fa parte dell’agroecosistema e quindi è un ambiente molto semplificato), si può affermare che esso è l’habitat con la maggiore biodiversità specifica sulla Terra.

Un metro cubo di terreno boschivo può ospitare migliaia di specie di invertebrati e miliardi di microrganismi. Ecco quindi che il suolo forestale è un sistema vivente in continua evoluzione, essenziale per l’intero ecosistema forestale e per i cicli biogeochimici globali.

Degrado, rigenerazione e perdita di suolo

Pare evidente constatare che tagli selvicolturali errati o mal gestiti come ad esempio i tagli a raso espongono il suolo ad una degradazione con perdita della biodiversità del biota con perdita della feracità del suolo e quindi con danni incalcolabili all’ecosistema. Ricordiamoci che il suolo forestale si forma in un processo estremamente lento: si stima che occorrano centinaia o migliaia di anni per formare pochi centimetri di suolo. Il tasso attuale di perdita del suolo supera di gran lunga la sua capacità di rigenerazione.

La perdita della fertilità del suolo a causa della progressiva distruzione delle foreste primarie rimane un problema critico, e l’erosione del suolo conseguente continua a minacciare la stabilità ambientale globale. Questo concetto purtroppo non è preso in degna considerazione dai nostri governanti e dal comune cittadino per varie ragioni, in primis la scarsa attenzione a questi processi, vuoi per ignoranza, vuoi per la scarsa consapevolezza dovuta alla modesta visibilità di questi fenomeni.

A questo riguardo è difficile fornire una cifra precisa della perdita di suolo per l’intero pianeta, in quanto tutto ciò avviene in modi diversi: erosione, consumo, inquinamento, degrado. Si può fare riferimento, come dato, alla perdita annuale mondiale che ammonta a circa 75 miliardi di tonnellate di suolo coltivabile. Questo fenomeno di erosione è la forma più grave e diffusa di degradazione del suolo riducendo drasticamente la capacità della terra di produrre cibo e di svolgere fondamentali funzioni ecosistemiche.

Perdita di biodiversità e confini planetari

Importanza suolo forestale
Diagramma Rockstrom

Non prendere in considerazione tutto questo è un grave errore in quanto il processo di desertificazione e di perdita di suolo è in stretta relazione con l’estinzione di numerose specie animali e vegetali e cioè con la grave perdita di biodiversità su tutto il pianeta. Joan Rockstrom, scienziato di fama internazionale (premio Tyler conosciuto come Nobel per l’ambiente), assieme al suo team di ricercatori, ha affermato più volte che la perdita di biodiversità profondamente intrecciata con il consumo di suolo è indiscutibilmente fuori controllo. Ciò significa che se anche dovessimo invertire il processo che abbiamo creato, la perdita di biodiversità continuerebbe Indefinitamente. Cioè abbiamo superato i confini planetari di sicurezza. Qui di seguito riportiamo il diagramma ideato dal prof. Rockstrom, a settori circolari, che esprimono lo stato di fatto in questo tempo presente.

L’Autore:

Dr. Maurizio Guzzinati

Maresciallo del Corpo Forestale Regionale del Fvg

Laurea in scienze agrarie

(Studi sulle associazioni vegetali, flora e fauna di interesse regionale.)

Naturalista autodidatta con passione per Botanica ed Entomologia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aiutaci a salvare i boschi

La fondazione Fondo Forestale Italiano ETS conserva boschi esistenti e ne crea di nuovi. Tutti i boschi sono lasciati nel loro stato naturale, senza tagli.

FONDO FORESTALE ITALIANO

Conserviamo integri i nostri boschi

lasciandoli alla loro libera evoluzione, senza tagli