Escursioni tra Sappada e Forni Avoltri: alla scoperta dei sentieri della Carnia

Addentrandosi nei boschi di Abete rosso, abete bianco e larice, salendo lentamente, con passo costante sul sentiero naturalistico “Lech Poch” (Sappada-Plodn) o verso Casera Fleons (Val Fleons – Comune di Forni Avoltri) attraversando le zone boschive, i prati scoscesi e le rocce affioranti ci si immerge in un ambiente incontaminato che ci riporta alla nostra essenza più profonda, essere parte integrante della Natura che ci circonda.
Il soffio vitale del sottobosco: la comunità Rufa

Un “gigante” dei boschi, da molto tempo, ha colonizzato le foreste di conifere della Carnia e della conca di Sappada-Plodn in Friuli Venezia Giulia. Le Formiche del Gruppo Rufa (L. 1758) hanno trovato il proprio habitat ideale nel substrato montano caratterizzato da acidità, umidità e ricchezza di materiale organico come aghi e cortecce.
Habitat e indicatori ecologici

La presenza delle formiche del gruppo Rufa indica una buona disponibilità di materiale di costruzione (legno e detriti) e una certa protezione, dato che i loro formicai sono realizzati in punti ben soleggiati e umidi ma senza ristagno.
I nidi da noi osservati in questi anni, si insediano ai margine del bosco generalmente a fianco di grossi alberi di abete bianco (albero guida) o, per la Val di Fleons, al riparo dei grandi larici che caratterizzano le pendici scoscese delle Crete, con minor frequenza, invece, nelle vicinanze di abete rosso.
Si potrebbe azzardare a considerare che le formiche di questo gruppo colonizzino boschi di una certa età (vecchi), radi, ed in equilibrio con l’ambiente, specialmenbte per quanto riguarda il suolo e la presenza di ceppaie marcescenti e “legno morto”.
Gli acervi: architetture e popolazioni del “Regno in Miniatura”
Gli alberi, numerosi, diversi e bellissimi, ci circondano e sembrano proteggere il “Regno in miniatura” di “giganti” laboriose, caparbie e silenziose, formiche rosse dei boschi che nidificano numerose.
I nidi (detti acervi) che possono misurare 1,50 metri di diametro con un’altezza esterna di 80/90 cm, contengono una popolazione che va dalle 200.000 alle 500.000 formiche e diverse centinaia di regine.
Possiamo osservare, in zone più protette e lontane da sentieri e insediamenti umani, anche nidi imponenti che possono raggiungere diversi metri di diametro e 150/170 centimetri di altezza con una popolazione fino a più di un milione d’individui.
I formicai si sviluppano in profondità nel terreno, oltre l’altezza della cupola e solitamente inglobano una ceppaia marcescente o una grossa radice morta.

Il ruolo ecologico: guardiane ed eusocialità
La “Rufa” dei boschi svolge importanti funzioni contribuendo al miglioramento dei suoli forestali, diffondendo i semi delle piante, operando quale “spazzino naturale” riciclando una moltitudine di animaletti morti.
Questi imenotteri eusociali (che raggiungono il livello più alto di organizzazione sociale che si realizza per alcune specie animali) sono dei controllori degli ecosistemi boschivi normalizzando il proliferare di:
- Defogliatori (lepidotteri)
- Coleotteri xilofagi e scolitidi (punteruolo e bostrico)
- Altri fitofagi
Fanno parte dell’elenco anche alcuni omotteri che però la Formica Rufa non controlla, come gli afidi che producono melata: questi infatti vengono “allevati” e “munti”, mentre vengono predati i loro predatori.
Conclusione: un invito al rispetto

Camminare in Carnia, in particolare salire in alta val Fleons, o addentrarsi nei boschi del Sappadino è come varcare una soglia, per entrare in un regno fatato dove le nostre logiche umane non hanno più valore, dove, se decidiamo di lasciare fuori il mondo degli uomini, potremo vivere sensazioni antiche che ci riportano a Madre Natura e incontrare piccole ”Giganti” laboriose, caparbie e silenziose che chiedono semplicemente di essere rispettate e tutelate.
Carlo Tulissi Perito Tecnico Agrario – Webmaster Guida ABF (Associazione italiana guide di bagni di foresta) Naturalista autodidatta con la passione per le Formiche, con studi certificati di Aromaterapia e Giardinaggio Terapeutico.
Una risposta
Abbiamo letto con molto interesse il suo articolo e vorremmo utilizzarlo x il ns giornalino sezionale. Possiamo sentirci? Grazie
Fabio Del Fabbro – pres. CAI Forni Avoltri