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Abbiamo acquistato il Bosco delle Sette Valli !!

Il Fondo Forestale Italiano ha acquistato il Bosco delle Sette Valli (Marsciano, PG). Il rogito è stato firmato il 20 gennaio 2026: una data storica, per il FFI. Questo bosco, esteso per 90 ettari nelle gole del torrente Fersinone, è ora affidato alla custodia permanente del Fondo, che si impegna a conservarne l’integrità nel tempo.

L’acquisto, del valore di 135.000€, è stato finanziato esclusivamente da donazioni di cittadini e aziende, senza ricorso a fondi pubblici, né a operazioni speculative. L’acquisizione del Bosco delle Sette Valli rappresenta una tra le più estese acquisizioni italiane di un bosco realizzate da un’organizzazione non-profit nata dal basso che l’ha realizzata tramite una mobilitazione di donatori privati, persone e aziende.

L’operazione segna un passaggio importante nel percorso della fondazione che, per la prima volta, acquisisce la custodia di un bosco di dimensioni significative attraverso una mobilitazione collettiva. Ciò dimostra che la custodia dei boschi, per il FFI, può crescere di scala e diventare una scelta collettiva consapevole, sostenuta direttamente dalla società civile.

L’ idea di acquistare il Bosco delle Sette Valli è sorta tra i membri umbri del CdA, che lo conoscono e lo apprezzano da anni per essere parte di un ambiente molto poco antropizzato e quindi meritevole di essere conservato tale e quale. Il bosco ideale per filosofia del FFI!

Quando siamo venuti a sapere che il bosco era in vendita, abbiamo iniziato a ragionare seriamente su un possibile acquisto. Grazie ad alcune donazioni pervenuteci spontaneamente da parte di alcune aziende, infatti, avevamo in cassa una somma sufficiente per lasciare una caparra.

Per nostra fortuna, il venditore condivideva i principi e l’agire della fondazione. Quindi, non solo ha accettato un buon prezzo (per noi, s’intende: 1.500,00 € per ettaro), ma ha anche accettato di aspettare oltre un anno per concludere la vendita. L’aspetto temporale era fondamentale, perché dovevamo lanciare la raccolta fondi, che richiede sempre tempi lunghi per la programmazione e lo svolgimento e comporta inevitabili margini di incertezza e possibili slittamenti nei tempi. Tuttavia, eravamo guidati dalla convinzione di esserci lanciati in una impresa giusta e necessaria, e questo ci faceva sentire sicuri del risultato. Avevamo poi la garanzia che, se non fossimo riusciti ad acquistare l’intero bosco, ne avremmo acquistato una parte proporzionale alla cifra raccolta, senza sprecare nemmeno un euro delle donazioni ricevute.

Una volta deliberato l’acquisto, abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi. Il sito ha ospitato da subito una pagina dedicata, con relativo modulo per la donazione; i volontari hanno cominciato a portarsi dietro i blocchetti per le ricevute in occasione degli eventi. Molto del merito per il compimento di questa impresa, infatti, va ai volontari umbri. Instancabili nel loro impegno, hanno organizzato molti eventi pubblici a cui hanno partecipato esponenti delle amministrazioni comunali, rappresentanti delle associazioni, delle istituzioni scientifiche e della società civile, oltre che tanti privati cittadini.

Nel giro di pochi mesi il progetto è stato portato a conoscenza di un’ampia comunità, non strettamente locale, che ne ha capito lo scopo, e lo ha sostenuto in molti modi, non solo economicamente. Il progetto è stato perfino premiato in occasione del 1° festival dell’Amministrazione condivisa dei Beni comuni.

Grazie alla visibilità ottenuta dal progetto sul nostro sito, e sui nostri canali social, e dal racconto della sua importanza e rilevanza, molti singoli cittadini, anche non residenti in Umbria, si sono convinti della bontà dell’operazione e hanno deciso di partecipare con una donazione. In particolare, ci piace ricordare una coppia di sposi che ha chiesto agli invitati di fare un dono di nozze in denaro da devolvere al FFI. Abbiamo avuto anche un signore veneto che già ci aveva permesso di acquistare un bosco in Umbria e che ha rinnovato la sua fiducia in noi contribuendo in modo significativo anche per il Sette Valli.

Il giorno del rogito, quando abbiamo chiuso la richiesta di donazioni per l’acquisto, avevamo superato i 137.000€. Le donazioni da privati cittadini sono state oltre 200, per importi che vanno dai 5€ ai 6000€ degli sposi e i 6000€ del signore veneto.

Ovviamente, abbiamo presentato il progetto anche alle aziende che già ci sostenevano, che hanno confermato il loro impegno nei nostri confronti. Con nostra soddisfazione, alle prime aziende se ne sono aggiunte altre, per un totale di circa una dozzina: una testimonianza della credibilità del FFI e del suo operato, che costituisce, per noi, motivo di particolare orgoglio. Le donazioni aziendali hanno avuto ovviamente un grande peso nella riuscita del progetto, contribuendo per circa il 75% della cifra raccolta. Poiché hanno condiviso con noi i valori e le motivazioni che ci hanno guidato in questa avventura, ci fa piacere ricordarle qui.

I dati puntuali delle donazioni ricevute sono pubblicamente disponibili nel nostro sito web in ordine di tempo e anche in ordine di cifra donata.

Ora Il Bosco delle Sette Valli è stato sottratto a qualsiasi forma di sfruttamento economico e non sarà oggetto di tagli, attività produttive o interventi di valorizzazione economica. La presenza umana sarà improntata a un uso consapevole e rispettoso degli equilibri naturali.

Il progetto del Bosco delle Sette Valli si inserisce così in una visione che considera i boschi non come risorse da utilizzare, ma come beni naturali da custodire, affidati alla responsabilità collettiva e alle generazioni future.

«Con questo acquisto si apre una nuova fase dell’ impegno: dalla custodia di boschi ricevuti in dono alla capacità di coinvolgere una comunità nell’acquisto e nella responsabilità di un bosco di ampie dimensioni. È un gesto che guarda al tempo lungo e che vuole essere un modello replicabile.»

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