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La guerra cancella il lavoro delle foreste

Immagine: Incendi di pozzi petroliferi infuriano fuori Al Kuwait nel 1991. Wikimedia Commons Contributors. (1991) File: Operation Desert Storm 22.jpg. Wikimedia Commons. (28/03/2026). https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5810840

Ogni giorno, in Italia e in Europa, associazioni, fondi e comunità locali lavorano per proteggere le foreste, aumentare la biodiversità e stoccare CO₂. È un lavoro lento, paziente, che richiede anni per dare risultati e decenni per consolidarsi. In pochi giorni, un conflitto può rimettere tutto in discussione.

È quello che sta accadendo oggi in Iran, dove gli attacchi a infrastrutture energetiche hanno generato una nube tossica sopra Teheran, descritta come uno dei più gravi episodi di inquinamento legati a un conflitto recente1.

La nube non si ferma al confine

Le immagini pubblicate sul profilo Instagram del quotidiano La Repubblica mostrano incendi di depositi petroliferi e raffinerie che rilasciano nell’atmosfera enormi quantità di sostanze tossiche. Non si tratta solo di un problema locale. L’aria, per sua natura, non conosce confini. Gli inquinanti immessi in atmosfera possono viaggiare per migliaia di chilometri, trasportati dalle correnti, contribuendo all’inquinamento globale e alla crisi climatica. Allo stesso modo, le sostanze sversate in mare entrano nei cicli oceanici e possono propagarsi ben oltre l’area del conflitto.

Le guerre contaminano aria, acqua, suolo e catene alimentari, con effetti che si estendono nello spazio e nel tempo e che colpiscono anche popolazioni lontane dai luoghi degli scontri2. Per questo, ciò che accade oggi sopra Teheran non riguarda solo l’Iran. Riguarda tutti noi.

Il paradosso climatico della guerra

Qui emerge una contraddizione profonda. Da un lato, si investono risorse crescenti per riforestare, proteggere ecosistemi e aumentare la capacità naturale di assorbimento del carbonio. Dall’altro, la guerra produce emissioni massicce e improvvise, oltre a distruggere direttamente ecosistemi naturali. I conflitti armati generano grandi quantità di gas serra, contribuendo direttamente al riscaldamento globale3. Inoltre, la distruzione di infrastrutture e vegetazione crea nuove fonti di emissione e indebolisce i sistemi di controllo ambientale4.

Per chi lavora nella conservazione e il ripristino delle foreste, questo è il punto centrale: la lotta al cambiamento climatico non può essere separata dalla stabilità geopolitica. Le foreste accumulano carbonio lentamente, nel corso di decenni. Le guerre lo rilasciano in modo immediato, concentrato e incontrollato.

Non solo emissioni: la distruzione degli ecosistemi

Il problema non è soltanto climatico. È ecologico.

I conflitti armati liberano una miscela di sostanze tossiche, metalli pesanti e inquinanti che minacciano agricoltura, acqua potabile e biodiversità. Non si tratta di effetti temporanei: la contaminazione può persistere per anni o decenni. Le guerre, infatti, provocano danni profondi agli ecosistemi naturali, distruggono habitat e compromettono la capacità della natura di rigenerarsi5.

Dal Vietnam a oggi: una lezione già vista

Non è la prima volta che accade. Durante la guerra del Vietnam, l’uso dell’Agente Arancio portò alla distruzione di milioni di ettari di foreste e a una contaminazione persistente del suolo e degli ecosistemi. Ancora oggi, a distanza di oltre mezzo secolo, gli effetti sono visibili.

Allo stesso modo, i grandi incendi petroliferi del passato, come quelli della Guerra del Golfo, hanno dimostrato come un singolo evento bellico possa avere conseguenze ambientali su scala regionale e globale.

Questi esempi mostrano un pattern ricorrente: la guerra non è solo distruzione immediata, ma un moltiplicatore di crisi ambientali di lungo periodo.

Foreste vs guerra: una battaglia impari?

Il confronto è inevitabile. Proteggere una foresta significa accumulare lentamente carbonio, aumentare la biodiversità, ricostruire equilibri ecologici complessi. È un investimento sul lungo periodo.

La guerra, al contrario, concentra in pochi giorni emissioni, distruzione e contaminazione che possono riportare indietro interi territori di decenni. E soprattutto, lo fa su scala globale.

Una responsabilità che ci riguarda tutti

Il punto, allora, è chiaro: non esistono crisi ambientali “locali” nel mondo contemporaneo. Le emissioni rilasciate oggi in Medio Oriente contribuiscono al riscaldamento globale che colpisce anche l’Europa. Gli inquinanti dispersi in atmosfera e negli oceani entrano in cicli naturali che non rispettano i confini politici. Pensare che ciò che accade lontano non ci riguardi è un’illusione.

Custodire le foreste in un mondo instabile

Per il Fondo Forestale Italiano, questo scenario rafforza una convinzione fondamentale: la tutela delle foreste è un investimento di lungo periodo, ma è anche fragile. Richiede tempo, continuità e stabilità. Tutti elementi che la guerra mette in crisi. Proteggere una foresta significa investire nel futuro. Ma quel futuro può essere compromesso anche da eventi che avvengono a migliaia di chilometri di distanza.

La nube su Teheran non è solo un evento locale. È un segnale globale. Ci ricorda che, mentre lavoriamo per assorbire CO₂ e ricostruire ecosistemi, esistono forze capaci di annullare questi sforzi in tempi brevissimi. E che, senza una visione più ampia, la battaglia per il clima rischia di essere persa non nelle foreste, ma nei conflitti.

  1. Fraioli, Luca. (2026). Nube su Teheran. L’inquinamento della guerra minaccia il mondo. La Repubblica. https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/23/news/nube_teheran_inquinamento_guerra_minaccia_mondo-425239949/ ↩︎
  2. ISDE. (2024). Quanto inquina una guerra? Le risposta dei Medici per l’Ambiente. Italia che Cambia. https://www.italiachecambia.org/2024/07/quanto-inquina-una-guerra/ ↩︎
  3. Rossi, Mirko. (2023). Oltre i Conflitti: L’impatto delle Guerre sul Cambiamento Climatico. Scienze.com. https://www.scienze.com/news/2023/12/oltre-i-conflitti-limpatto-delle-guerre-sul-cambiamento-climatico/ ↩︎
  4. Ruggeri, Gian Carlo. (2022). Le conseguenze ambientali di guerra e ricostruzione. Treccani. https://www.treccani.it/magazine/atlante/societa/Le_conseguenze_ambientali_guerra_ricostruzione.html ↩︎
  5. Redazione. (2025). Impatto ambientale delle guerre: conseguenze e soluzioni. Consulcesi. https://www.consulcesi.it/legal/ambiente/blog/impatto-ambientale-guerre-conseguenze-soluzioni ↩︎

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