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pensieri e idee

Il Blog

Tra terra e acqua, dove scorre la vita.

Un sabato d’aprile alla Torbiera di Borgo Pegoraro

“Esistiamo grazie alle piante
e solo con loro potremo continuare a esistere.
Questo è il punto da cui partiamo”.

Bosco semi sommerso- torbiera di Borgo Pegoraro (Udine)
Bosco semi sommerso

Non è la prima volta che visitiamo la torbiera(1) di Borgo Pegoraro(2) e sappiamo già che non sarà l’ultima, è un luogo che ci attira, una piccola isola di Natura vera circondata da insediamenti rurali e campi coltivati sulle colline moreniche della nostra Regione di confine in Comune di Moruzzo, in Provincia di Udine.

Inizio di Torbiera Borgo Pegoraro

È un sabato d’inizio aprile, uno di quelli in cui la primavera non è ancora pienamente esplosa ma si avverte ovunque. L’aria è umida, quasi densa, e il terreno restituisce quel leggero cedimento sotto i passi che conosciamo bene, anche se le piogge tipiche del periodo qui a est quest’anno tardano ad arrivare.

Il valore di un ecosistema fragile


Le torbiere sono per loro natura zone estremamente umide, acquitrinose, odorose, affascinanti incubatrici di vita e biodiversità.

Fototrappola-Torbiera- Borgo Pegoraro (Udine)
Fototrappola

Maurizio ed io siamo tornati con un’idea precisa: iniziare a raccogliere dati, foto, note, sensazioni per realizzare una piccola guida, qualcosa che possa accompagnare altre persone in questo luogo unico, complesso e vitale.
Con il nostro lavoro di naturalisti autodidatti ci piacerebbe poter far conoscere questo ambiente per promuovere un turismo lento, consapevole, capace di fermarsi.

Raccolta-di-campioni-Borgo Pegoraro_Maurizio-Guzzinati- Torbiera
Raccolta di campioni- Maurizio Guzzinati

Siamo convinti che la conoscenza sia alla base della preservazione e della valorizzazione del nostro territorio così variegato e prezioso.

Due naturalisti “radicali” in cammino

Un po’ ci prendono per matti.

Anche di più, d’altronde immagino che possa sembrare strano incontrare due personaggi con i capelli bianchi che si addentrano in un bosco umido e pieno di insetti bardati con zaino, copricapo mimetico, macchina fotografica, retina da farfalle e barilotti vuoti della nutella.

Eppure siamo noi, due ultrasessantenni che si insinuano tra le zone più accessibili, del sentierino che entra nel biotopo con discrezione passando un piccolo rigagnolo d’acqua e fango e piccole pietre fradice, e un breve tunnel di vegetazione fitta di arbusti e alberi di alto fusto.

Quel piccolo corso d’acqua per noi è la “Soglia”, la porta che introduce al “mondo” che più amiamo, la Natura selvatica. 
Evitiamo per ora ciò che resta oltre, dove l’acqua prende il sopravvento e il bosco diventa difficile da attraversare. Le aree semiallagate, con forte presenza di Ontano Nero e Platano, non sono facilmente raggiungibili, ma, per noi, naturalisti “radicali”, è giusto così.

Gli ambienti più fragili e ricchi di vita devono restare distanti, non per essere esclusivi, ma per continuare a esistere.

Primi incontri sul pelo dell’acqua

Camminiamo lungo il margine, dove la torbiera si lascia osservare senza concedersi del tutto, sentiamo fortemente la presenza dei legittimi abitanti di questo luogo, è una sensazione sempre diversa essere ospitati dalla Natura.

gerride-sul-pelo-dell'acqua- Lago- torbiera di Borgo Pegoraro (Udine)
Gerride sul pelo dell’acqua

Mi avvicino all’acqua e opss… Una ragnatela mi si appiccica agli occhiali, è bella spessa e ci metto un po’ a districarmi, il “padrone di casa” deve avermi mandato a quel paese, “dopo tanto lavoro arriva un sapiens e fa danni, oggi non si mangia…” L’aracnide espropriato non l’ho visto, sarà per la prossima volta, ora so dove trovarlo.

Continuiamo sempre con lo sguardo verso il basso, verso la sponda del lago, ed ecco il primo incontro, sono degli esemplari di libellula Azzurrina Comune(3) che si muovono rapide sulla superficie del lago, si fermano per un attimo e poi ripartono, si stanno accoppiando, un momento di fragilità sul pelo dell’acqua seguendo traiettorie invisibili.

libellule_blu_borgopegoraro_Carlo-Tulissi_2026.jpg
Libellule in accoppiamento

In alcune anse del lago più riparate dalla vegetazione sono numerose e sembrano danzare per ricordarci che qui il ciclo della vita è già in piena attività.

Presenze discrete e sguardi invisibili

Poco più avanti, in una delle zone più umide, una presenza più discreta. Maurizio si china e mi fa cenno di avvicinarmi con attenzione, eccola ! E’ una «Rana di Lataste(4)

Rana Lataste- foto Maurizio Guzzinati_2026

La vedo solo dopo qualche secondo. Immobile, perfettamente integrata nel suo ambiente.

È una specie sempre più rara, legata a questi habitat fragili.

La sua presenza qui non è scontata. È un segnale e lo cogliamo con un cenno di soddisfazione e felicità, uno sguardo, non serve parlare.

Proseguiamo, ci sentiamo osservati, mentre alcune folaghe scivolano lente sull’acqua senza fretta, più in alto, quasi a fare da sentinella, un airone cenerino è immobile sulla cima di un vecchio platano.

airone_cenerino_borgopegoraro_Carlo-Tulissi_2026.
Airone Cenerino

Non si muove, ma è vigile.
Ci osserva prima ancora che noi possiamo dire di averlo davvero visto, la sensazione di essere “spiati” è concreta.

La riconnessione con il selvatico

Quando ci si immerge nella Natura diventiamo “Selvatici”, è una senzazione strana, antica ma sempre nuova e affascinante.

Dopo anni di esperienza nei boschi ci accorgiamo che il “selvatico” è Parte di noi, la soglia del timore, del “cosa troveremo” si allontana sempre di più, la tensione cala drasticamente e subentra uno stato interiore di pace, ti senti parte della bellezza che ti circonda.

Ma accade qualche cosa di diverso, Maurizio si ferma di colpo, quel tipo di fermata che non lascia spazio a dubbi.

«Aspetta.»

Si china, osserva il terreno, poi con un gesto rapido ma preciso raccoglie qualcosa.

Carabus granulatus

Un coleottero. Scuro, robusto, con leggere striature bluastre e color bronzo, sullo scudo a mo’ di collana, che riflettono la luce.

Lo guarda per un attimo, poi sorride, non un sorriso composto, un sorriso pieno, quasi infantile.

Tira fuori uno dei suoi barilotti, quelli che porta sempre con sé, e lo sistema con cura.

«Questo è interessante.»

Non serve altro. Lo conosco abbastanza per capire che quella parola, “interessante”, per lui significa molto di più.

Solo qualche giorno dopo, a casa, arriverà la conferma: Carabus granulatus(5), un nome, certo ma anche il segno concreto che la torbiera continua a custodire una complessità che non si lascia esaurire in una sola visita.

In attesa della pioggia di maggio

Continuiamo lentamente, con attenzione, con lo sguardo verso il basso per fotografare attentamente gli arbusti del sottobosco e le priante erbacee, numerose e fitte nelle zone più illuminate dalla luce solare. 

Il ricco sottobosco -torbiera Borgo Pegoraro (Udine)
Il sottobosco

Anche per questa volta la nostra escursione è al termine, sta calando la luce, dobbiamo rientrare a casa.

Abbiamo già programmato di tornare per una giornata intera, dobbiamo visitare molte zone che non abbiamo ancora osservato in modo approfondito. Intanto sistemeremo le foto realizzate in questa visita e prepareremo le pagine del nostro sito web per poi metterlo online.

La prossima spedizione di ricerca a Borgo Pegoraro è fissata per dopo le precipitazioni che sono state annunciate nella seconda e terza settimana di maggio.
Ben venga l’acqua dal cielo, siamo in Friuli, e di solito, la pioggia è frequente in primavera.

Legno morto- Torbiera di Borgo Pegoraro (Udine)

L’acqua ci porterà altre visioni, altri odori, bellezza, ci porterà altri incontri o solo rare presenze furtive che non si esauriranno in una visita, richiederanno tempo, ritorni, pazienza.
Forse è proprio questo che ci attrae di questo ambiente unico a pochi passi da casa.

“Omnia inter se conexa”

Carlo Tulissi(?)

Brevi Note:

(1) La Torbiera

Una torbiera è un ambiente naturale umido in cui l’acqua ristagna per lunghi periodi, rallentando la decomposizione della vegetazione. Nella parte iniziale la trasformazione della torba è dovuta all’ammasso della vegetazazione completamente satura d’acqua in ambiente anaerobico che col tempo si carbonizza formando la torba, un deposito organico formato da muschi, erbe e residui vegetali parzialmente decomposti.

Nel caso della Torbiera di Borgo Pegoraro, la torbiera si è sviluppata all’interno di una depressione intermorenica delle Colline Moreniche del Friuli, modellate dai ghiacciai quaternari. Le ondulazioni moreniche hanno creato una conca naturale dove le acque piovane e di risorgiva tendono a raccogliersi
e ristagnare, mantenendo il terreno costantemente umido.

Questo ambiente, oggi tutelato come biotopo naturale regionale, rappresenta una preziosa testimonianza del paesaggio umido originario del Friuli collinare ed è caratterizzato da una notevole biodiversità vegetale
e faunistica.

Per approfondire con un linguaggio comprensibile: geopop.it

(2) Torbiera di Borgo Pegoraro

Link al sito web della Regione Friuli Venezia Giulia

(3) Libellula Azzurrina Comune (Coenagrion puella Linnaeus, 1758)

La Azzurrina comune è una piccola libellula tipica di stagni, torbiere e ambienti umidi d’acqua dolce

La Azzurrina comune è una piccola libellula tipica di stagni, torbiere e ambienti umidi d’acqua dolce. Il maschio si riconosce per la vivace colorazione azzurro-nera, mentre la femmina presenta tonalità più variabili, dal verde al bruno. Agile e delicata, vola tra la vegetazione acquatica durante la bella stagione, contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema nutrendosi di piccoli insetti.

Società Italiana per lo Studio e la Conservazione delle Libellule ODV:

ODONATA.it

(4) Rana di Lataste (Rana latastei Boulenger, 1879)

La Rana di Lataste è un piccolo anfibio tipico delle zone umide della Pianura Padana e del Friuli, legato a boschi umidi, risorgive e torbiere. Specie sempre più rara e in declino, è protetta, ed è considerata un importante indicatore della qualità ambientale grazie alla sua sensibilità all’inquinamento e alla scomparsa degli habitat naturali.

LIFE FRIULI FENS

(5) Carabus Granulatus (Carabus granulatus Linnaeus, 1758)

Il Carabus granulatus è un coleottero terricolo dal corpo scuro e metallico, frequente nei boschi umidi, nelle torbiere e lungo i corsi d’acqua. Predatore attivo soprattutto di notte, si nutre di piccoli invertebrati contribuendo all’equilibrio naturale dell’ecosistema.

PICTUREINSECT.COM

(?) Carlo Tulissi

Perito Tecnico Agrario – Webmaster – Blogger

Guida ABF (Associazione italiana guide di bagni di foresta)

Iscritto al FFI – Fondo Forestale Italiano

Naturalista autodidatta con la passione per le Formiche del gruppo Rufa,

con studi certificati di Aromaterapia e Giardinaggio Terapeutico.

Ideatore con l’amico Maurizio Guzzinati, del progetto di osservazione
e divulgzione naturalistica: Silvamater.it.

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