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Il FFI ha partecipato alla consultazione sul Piano Nazionale di Ripristino

Il FFI ha partecipato alla consultazione sul Piano Nazionale di Ripristino, ossia alla raccolta di suggerimenti che, se ritenuti validi, saranno inseriti nel piano italiano della Nature Restoration Law dell’Unione Europea. Anche se non vi saranno inseriti, magari saranno suggerimenti utili per qualcuno che svilupperà azioni positive per il bene dei boschi e, quindi, di noi tutti.

Abbiamo presentato 8 Misure: 5 “generali” e 3 “specifiche”:

Non sappiamo quante delle nostre Misure “generali” saranno ritenute valide, comunque eccole qua:

  • istituizione del “Catalogo Nazionale dei Boschi in Ripristino Passivo”
  • sostegno economico agli ETS che possiedono boschi che lasciano al “ripristino passivo”;
  • sostegno economico ai privati cittadini che possiedono boschi che lasciano al “ripristino passivo”;
  • modifica del TUFF affinché i boschi iscritti al “Catalogo Nazionale dei Boschi in Ripristino Passivo”NON siano considerati “abbandonati” e conseguentemente non gli si applichino i tagli coatti previsti dall’art.12 dello stesso TUFF
  • Sostegno economico proporzionale ai risultati ottenuti per chi effettua prevenzione AIB di tipo non strutturale e di primo intervento da terra.

Abbiamo poi presentato 3 Misure “specifiche”, ossia richieste di sostegno economico al FFI per i suoi tre più estesi boschi che sono: Bosco delle Sette Valli a Marsciano (PG) di 90 ha, Bosco Fratelli e sorelle Calvi a Lenna (BG) di 110 ha e Bosco di Bosio (AL) di 20 ha. Queste richieste sono formulate in modo da poter essere accolte anche qualora non lo fossero le Misure “generali”.

Le 4 Misure “generali” proposte dal FFI

La Misura 1 è la creazione di un “Catalogo Nazionale dei Boschi in Ripristino Passivo”, ossia di struttura informatica gestita da una Pubblica Amministrazione e contenente l’elenco di tutte le particelle di superfici forestali esplicitamente e volontariamente lasciate al Ripristino Passivo. L’iscrizione di una particella al Catalogo è condizione obbligatoria per accedere ai finanziamenti previsti dalle altre Misure del PNR in ambito forestale e produce effetti giuridici vincolanti sia per il proprietario — che si impegna a non effettuare tagli o interventi di manomissione delle dinamiche naturali — sia per le autorità competenti: le Regioni e le Province Autonome non possono autorizzarvi tagli, né disporre interventi coattivi previsti dal TUFF per i boschi “abbandonati”. Per come è scritta, questa Misura impedisce i tagli nelle particelle in ripristino passivo anche qualora la Misura 4 non fosse approvata.
Per evitare iscrizioni fraudolente di particelle tagliate da poco che poi potrebbero essere cancellate dal Catalogo prima di essere tagliate di nuovo, possono essere iscritte al Catalogo solo le particelle di terreni forestali che potrebbero già essere sottoposte a taglio.

La Misura 2 prevede il sostegno economico agli ETS, con precedenza a quelli che possono garantire protezioni statutarie (quali divieto di cessione e di utilizzo economico) ai propri boschi. L’iscrizione al Catalogo Nazionale dei Boschi in Ripristino Passivo è condizione obbligatoria per accedere ai finanziamenti che, comunque, cessano automaticamente in caso di cancellazione dei boschi dal Catalogo. Il sostegno economico viene erogato anticipatamente.

La Misura 3 prevede il sostegno economico alle persone fisiche. L’iscrizione al Catalogo Nazionale dei Boschi in Ripristino Passivo è condizione obbligatoria per accedere ai finanziamenti che, comunque, cessano automaticamente in caso di cancellazione dei boschi dal Catalogo. Il sostegno economico viene erogato ex-post.

La Misura 4 prevede la modifica dell’Art. 3, lettera g) del D.Lgs. 34/2018 (TUFF) che definisce i “terreni abbandonati”, per i quali l’Art. 12 prevede la possibilità di tagli coattivi. Il risultato di come gli Art.3 e 12 sono attualmente formulati è che i terreni in ripristino passivo rischiano di essere tagliati coattivamente, andando contro agli scopi del PNR. La soluzione proposta dalla Misura è una modifica chirurgica della sola definizione dell’Art. 3, lettera g) che escluda dalla categoria dei “terreni abbandonati” i boschi iscritti al Catalogo Nazionale dei Boschi in Ripristino Passivo di cui alla Misura 1.

La Misura 8 è rivolta ad “Agenzie” (costitute da Enti Locali, Associazioni, aziende, singoli o associati tra loro) che assumono l’incarico di svolgere funzioni di controllo, pattugliamento, vigilanza, monitoraggio e primo intervento da terra ciascuna in un dato territorio. Il compenso annuale massimo per tale attività è stabilito a priori ma l’erogazione avviene a fine anno e il suo ammontare è calcolato in base ai risultati ottenuti dalla prevenzione in quel territorio durante l’anno: è pari al compenso massimo solo se non vi sono stati inneschi di incendi e decresce in base al loro numero e all’estensione della superficie percorsa dal fuoco a causa loro. L’Agenzia coordina il lavoro dei propri eventuali componenti e li fa partecipi dei ricavi ottenuti. Poiché le Agenzie devono fare prevenzione di fenomeni che in massima parte sono originati dall’azione umana, è necessario che il loro operato sia sostenuto e monitorato dalle locali forze dell’ordine.



Qui di seguito puoi scaricare le Misurre sottomesse dal FFI l’8 e il 20 Giugno 2026. Sono in formato pdf firmato digitalmente. La parte iniziale dei nome è fissa “FFI_EL_ART12_0” ed è seguita dal numero della Misura.

Le 5 Misure “generali”:

Le 3 Misure “specifiche”:

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