PG Bosco delle Sette Valli

COD: P0043

Il 20 gennaio 2026 il Fondo Forestale Italiano ETS ha acquistato il Bosco delle Sette Valli, a Marsciano (PG). Il bosco, che si estende per 90 ettari nelle gole del torrente Fersinone, è ora affidato alla custodia permanente del Fondo che si impegna a conservarne l’integrità nel tempo.

Il Bosco delle Sette Valli, come tutti gli altri boschi del FFI, è ora sottratto a qualsiasi forma di sfruttamento economico e non sarà più oggetto di tagli, attività produttive o interventi di valorizzazione economica. La presenza umana sarà improntata a un uso consapevole e rispettoso degli equilibri naturali.

L’acquisto, del valore di 135.000€, è stato finanziato esclusivamente da donazioni di cittadini e aziende, senza ricorso a fondi pubblici né a operazioni speculative. L’operazione segna un passaggio importante nel percorso della fondazione che, per la prima volta, acquisisce la custodia di un bosco di dimensioni significative attraverso una mobilitazione collettiva.

Il Fondo Forestale Italiano custodisce già numerosi boschi, acquistati grazie a donazioni o ricevuti in donazione e il più esteso, di 110 ettari, si trova a Lenna (BG) ed è stato donato in memoria dei fratelli e delle sorelle Calvi. L’acquisto del Bosco delle Sette Valli rappresenta tuttavia un passaggio ulteriore: dimostra che la custodia dei boschi può crescere di scala e diventare una scelta collettiva consapevole, sostenuta direttamente dalla società civile.

Il progetto del Bosco delle Sette Valli si inserisce così in una visione che considera i boschi non come risorse da utilizzare, ma come beni naturali da custodire, affidati alla responsabilità collettiva e alle generazioni future.

Il FFI ringrazia quanti, privati cittadini, associazioni e aziende, hanno reso possibile con le proprie donazioni l'acquisto di questo bosco .
Questa è la pagina relativa alla raccolta donazioni che ha permesso l'acquisto.

 

Il bosco è denominato "delle Vette valli" perché solcato al suo interno da altrettanti piccoli fossi di scolo, lunghi poche centinaia di metri e in forte pendenza, confluenti direttamente nel torrente Fersinone.

Il bosco è attraversato dall’omonimo “Sentiero delle Sette Valli”, che unisce l’abitato di Migliano - situato su due colli adiacenti - con il fondovalle dove si trovava il Mulino Rotaprona (ora in stato di rudere) funzionante con l’acqua del torrente.

Il torrente Fersinone, è il maggior affluente del Nestore, a sua volta tributario del Tevere  e sostiene la presenza di 7-8 specie ittiche. Costituisce un ambiente di particolare pregio nell’ambito di tutto il bacino del Tevere, poiché è uno dei pochi corsi d’acqua che abbia conservato un elevato grado di naturalità ed integrità dal punto di vista ittico-faunistico.

Nel letto del torrente ci sono alcune pozze circondate da rocce - profonde fino a qualche metro - chiamate ‘borgoni’, dove l’acqua rimane anche d’estate e permette la sopravvivenza delle specie acquatiche.

Il Sentiero delle Sette Valli scende trasversalmente a mezza costa con pendenze moderate, superando i fossi quasi sempre asciutti e agevolando il transito attraverso rupi e strapiombi di rocce affioranti, la più grande delle quali prende il nome di Ripafalcaia.

La Buca del Diavolo è un androne sulle pareti a strapiombo sovrastanti la riva sinistra del torrente Fersinone e mostra un breve sistema di gallerie e cunicoli. Ha un particolare interesse archeologico e paletnologico, poiché vi sono state rinvenute diverse tracce delle civiltà preistoriche che abitarono questi luoghi nel Paleolitico, come ad esempio punte di freccia ed utensili di uso quotidiano (reperti conservati al Museo Archeologico di Perugia).

Nel vicino fondovalle si trova una distesa rocciosa e varie strettoie attraversate dal torrente: questo ambiente suggestivo è denominato Forra Rosa.