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la Rete del FFI

Il Fondo Forestale Italiano propone la costituzione di una Rete nazionale di oasi naturalistiche private gestite dai proprietari senza tagli a scopo economico, rispettando le dinamiche evolutive naturali e custodendo la biodiversità.

La Rete intende essere un “luogo” informale dove i proprietari privati possono condividere competenze ed esperienze e nello stesso tempo unire le proprie forze per opporsi a leggi, regolamenti e atti amministrativi ingiusti o dannosi per i propri terreni.

Dettagli

La rete nazionale è costituita dall’insieme dei terreni privati che i proprietari “affiliano” al FFI accettando le limitazioni descritte nelle norme di affiliazione .

L’affiliazione è gratuita e non concede al FFI alcun diritto sul terreno, la cui gestione rimane in toto al proprietario. L’affiliazione è  prevista per tre diverse tipologie di terreno, ciascuna delle quali ha delle proprie limitazioni:

  • Riserva Integrale
  • Riserva a Gestione Naturalistica
  • Food Forest.

Le norme di affiliazione elencano i requisiti e le limitazioni di ciascuna delle tre tipologie.

Il proprietario privato che chiede l’affiliazione di un suo terreno per una data tipologia, autocertifica che la situazione del terreno è conforme ai requisiti di ammissione e s’impegna ad osservare le norme di affiliazione per quella tipologia di terreno. Un organo tecnico del FFI accerta sul campo la situazione iniziale e poi periodicamente la verifica e se il terreno risulta non essere in linea con le norme, viene escluso dalla rete.

Se vuoi affiliare un tuo terreno alla rete del Fondo Forestale Italiano, riempi questo modulo. Sarai contattato al più presto







Perché?

Per molte persone il bosco non è un investimento a scopo economico ma la disinteressata risposta a motivazioni ambientali, etiche, estetiche, sentimentali e perfino religiose. Costoro conservano i propri boschi senza effettuarci tagli a scopo economico e, pur avendo ciascuno le proprie motivazioni, sono accomunati dalla necessità di avere competenze specifiche che li aiutino nella conduzione dei propri terreni.  Si tratta di competenze in ambito ambientale ma anche legale e amministrativo.

La Rete che propone il Fondo Forestale Italiano ha proprio lo scopo di permettere ai privati di mettere in comune competenze, esperienze e soluzioni e anche per fare "lobby" nei confronti delle pubbliche amministazioni e dello Stato per meglio difendere i propri boschi. Difenderli anche dal Testo Unico delle Filiere Forestali che pone i proprietari privati di fronte al rischio di tagli coatti.

Il TUFF all’art.12 prevede che le Regioni possano coattivamente far eseguire interventi di gestione (tagli) nei boschi cedui che hanno superato della metà il turno minino e nelle fustaie in cui non sono stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi venti anni (definiti entrambi nel punto g dell’art. 3 come “terreni abbandonati”).

I proprietari privati che vorranno opporsi alla logica del TUFF se non vogliono essere soli a combattere contro una legge ingiusta, potranno trovare nella Rete del FFI un supporto legale per difendere i propri boschi dai tagli coatti ad opera delle Regioni.

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