Vai al contenuto
A-    A     A+

affiliazione

Sei un proprietario privato che gestisci i tuoi boschi senza tagli a scopo economico,  rispettando le dinamiche evolutive naturali e custodendo la biodiversità?

Bene, affilia i tuoi terreni al FFI! Farai parte della Rete del FFI, un “luogo” informale dove i proprietari privati come te possono condividere competenze ed esperienze e nello stesso tempo unire le forze per opporsi a leggi, regolamenti e atti amministrativi ingiusti o dannosi per i propri terreni.

Dettagli

L’affiliazione è gratuita e non concede al FFI alcun diritto sul terreno, la cui gestione rimane in toto al proprietario. La Rete non ha alcuna sovrastruttura organizzativa.

I proprietari “affiliano” i propri terreni al FFI se accettano le limitazioni descritte nelle norme di affiliazione e se fanno richiesta di affiliazione. Il requisito fondamentale per l’affiliazione è che nei terreni non avvengano tagli a scopo economico e che le risorse forestali siano conservate rispettando dinamiche evolutive naturali e custodendo la biodiversità.

L’affiliazione è  prevista per tre diverse tipologie di terreno, ciascuna delle quali ha delle proprie limitazioni:

  • Riserva Integrale
  • Riserva a Gestione Naturalistica
  • Food Forest.

Le norme di affiliazione elencano i requisiti e le limitazioni di ciascuna delle tre tipologie.

Il proprietario privato che chiede l’affiliazione di un suo terreno per una data tipologia, autocertifica che la situazione del terreno è conforme ai requisiti di ammissione e s’impegna ad osservare le norme di affiliazione per quella tipologia di terreno. Un organo tecnico del FFI accerta sul campo la situazione iniziale e poi periodicamente la verifica e se il terreno risulta non essere in linea con le norme, viene escluso dalla rete.

Se vuoi affiliare un tuo terreno alla rete del Fondo Forestale Italiano, riempi questo modulo. Sarai contattato al più presto







Perché?

Sono molti i privati cittadini che, in modo del tutto autonomo dal FFI, conservano i propri boschi senza tagli a scopo economico o che acquistano superfici boscate proprio per conservarle senza tagli.

Per costoro il bosco non è un investimento a scopo economico ma la disinteressata risposta a motivazioni ambientali, sentimentali, animaliste, etiche, estetiche…

Pur avendo ciascuno le proprie motivazioni, tutti i proprietari privati sono accomunati dalla necessità di avere competenze che li possano guidare nella conduzione dei terreni.  Si tratta di competenze in ambito ambientale ma anche legale e amministrativo.

Affiliando i propri terreni al Fondo Forestale Italiano, i proprietari di cui sopra diventano parte di una rete di persone aventi le loro stesse stesse problematiche e ciò potrà certamente essere loro utile  poiché potranno condividere competenze ed esperienze e nello stesso tempo unire le forze per opporsi a leggi, regolamenti e atti amministrativi ingiusti o dannosi per i propri terreni.

Il Testo Unico delle Filiere Forestali pone i proprietari privati di fronte al rischio di tagli coatti. Infatti il TUFF all’art.12 prevede che le Regioni possano coattivamente far eseguire interventi di gestione (tagli) nei boschi cedui che hanno superato della metà il turno minino e nelle fustaie in cui non sono stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi venti anni (definiti entrambi nel punto g dell’art. 3 come “terreni abbandonati”).

I proprietari privati che vorranno opporsi alla logica del TUFF se non vogliono essere soli a combattere contro una legge ingiusta, potranno avere nella rete nazionale un supporto anche legale per difendere i propri boschi dai tagli coatti ad opera delle Regioni.