Le proposte del FFI per la Strategia Forestale Nazionale

  • redazione del FFI
  • 6 Maggio 2020
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Il FFI parteciperà alla consultazione pubblica sulla Strategia Forestale Nazionale affinché la Strategia Forestale:

  • riconosca dignità alla gestione forestale senza fini produttivi e alle sue pratiche di imboschimento, rimboschimento e aumento della complessità strutturale, ecologica e funzionale dei boschi.
  • preveda esplicitamente la consultazione delle associazioni ambientaliste
  • preveda un maggiore controllo sul territorio per contrastare i tagli illegali, eccessivi o male eseguiti.

Per ottenere quanto sopra il FFI ha studiato alcune modifiche da apportare alla bozza preliminare del Gruppo di lavoro incaricato dal Mipaaf. Tali modifiche, di seguito riportate in rosso e ancora soggette a integrazioni e limature, consisteranno nella:

Il presupposto da aggiungere

  • pag. 19: [la SFN] riconosce e promuove la gestione forestale senza fini produttivi,  realizzata sia lasciando il soprassuolo alla sua evoluzione naturale sia mediante pratiche selvicolturali idonee ad assecondare e velocizzare i naturali processi dinamici di evoluzione del soprassuolo, al fine di ridurre il rischio da dissesto idrogeologico; aumentare la complessità e funzionalità ecologica e strutturale così da ampliare la varietà di habitat e di specie animali e vegetali; incrementare l’assorbimento e lo stoccaggio della CO2 nei fusti a invecchiamento indefinito; rivitalizzare boschi gravemente compromessi da attacchi parassitari e migliorare la valenza paesaggistico-ricreativa degli habitat forestali.

Il nuovo presupposto esplicita il diritto dei boschi di esistere per se stessi e non soltanto come “contenitori” capaci di produrre legno.

La gestione forestale senza fini produttivi non è esplicitamente negata dalla SFN ma neppure nominata e quindi non le viene riconosciuta la dignità che essa invece certamente merita per i tanti e insostituibili servizi ecosistemici forniti dai boschi non soggetti a taglio periodico, boschi essenziali affinché si possa ristabilire un corretto equilibrio uomo – natura. E’ evidente interesse collettivo che almeno una significativa parte di boschi e foreste rimanga fuori dalle regole del profitto e del mercato, ora e anche quando sarà riconosciuta e accettata una contabilità ambientale capace di quantificare in termini economici i servizi ecosistemici da essi forniti.

Il nuovo presupposto ha stesso valore e dignità di quello già presente a pag.19 della SFN nel quale si riconosce e promuove la “gestione forestale sostenibile (GFS) o attiva” il cui principale scopo è che la produzione sostenibile di beni ecosistemici (leggasi legno) possa avere ora e in futuro rilevanti funzioni economiche e sociali senza comportare danni ad altri ecosistemi, secondo quanto definito dall’art.3 lettera b del TUFF.

Per la GFS l’aspetto ecologico-ambientale dei boschi non è un valore in se ma piuttosto un fattore limitante delle attività economiche, un limite che va osservato per non danneggiare la produzione futura.

Il presupposto da modificare

Secondo il FFI l’individuazione del percorso condiviso di cui al primo punto di pag. 20 non può prescindere dal coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, altrimenti si rimarrà sempre nella logica strettamente produttivistica e nessun nuovo paradigma potrà mai essere trovato.  Pertanto il FFI propone di modificare il primo punto di pag.20 in modo che sia esplicitamente riconosciuto il ruolo delle associazioni ambientaliste:

  • pag. 20: individua un percorso condiviso tra le istituzioni statali e regionali competenti, associazioni di categoria e del mondo produttivo e imprenditoriale, associazioni ambientaliste e mondo scientifico, proponendo un nuovo paradigma nella lettura del ruolo delle filiere del settore forestale nella società;

L’ Azione Strumentale da modificare

Dal primo presupposto di pag. 20 modificato come sopra indicato, discende che oltre ai portatori di interesse locali di cui all’Azione Strumentale 4 e alla sua Sotto Azione Strumentale 4.2 debbano essere consultate anche le associazioni ambientaliste. Pertanto il FFI propone che anche qui sia esplicitamente riconosciuto il ruolo delle associazioni ambientaliste:

  • pag. 36: Azione Strumentale 4 – Consultazione e coordinamento dei portatori di interesse
    Al fine di promuovere la sensibilizzazione e la conoscenza e quindi migliorare la governance dei processi decisionali per lo sviluppo delle filiere forestali, il coordinamento territoriale e settoriale, e l’attuazione delle politiche di indirizzo per la tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio forestale e per lo sviluppo delle diverse componenti delle filiere forestali, vi è la necessità di coinvolgere maggiormente i portatori di interesse economici e sociali e le associazioni ambientaliste, al fine di poter concordare politiche settoriali e territoriali efficaci.

  • pag. 36: Sotto Azione Strumentale 4.2: Coinvolgimento dei portatori di interesse locali e delle associazioni ambientaliste.

Le tre nuove Azioni Specifiche

Rimboschimenti e imboschimenti a fini non produttivi

  • dopo pag. 36: Azione Specifica 9 : “Rimboschimenti e imboschimenti a fini non produttivi “
    Mentre in passato i rimboschimenti sono stati fatti spesso con specie esotiche oppure non adatte alle condizioni della stazione d’impianto, ora sappiamo di dover utilizzare specie autoctone possibilmente locali che abbiano una forte valenza botanica, paesaggistica ed ecologica.
    L’Azione si concretizza con le seguenti Sotto-Azioni specifiche:
    9.1 Rimboschimenti a fini non produttivi 

    9.2 Imboschimenti a fini non produttivi
    9.3 Ricostituzione di popolamenti forestali  in via di rarefazione
    9.4 Recupero di specie autoctone forestali rare a livello nazionale o locale 

Aumento della complessità strutturale, ecologica e funzionale

  • dopo pag. 36: Azione Specifica 10: “Aumento della complessità strutturale, ecologica e funzionale”
    L’Azione si concretizza con le seguenti Sotto-Azioni specifiche:
    10.1 Restauro forestale 
    10.2 Conservazione della necromassa
    10.3 Creazione di corridoi ecologici boscati

Coordinamento lotta e prevenzione reati ambientali in ambito forestale

  • dopo pag. 36: Azione Specifica 11: “Coordinamento lotta e prevenzione reati ambientali in ambito forestale”
    Le attività forestali, specialmente in questi anni di abbandono delle campagne e delle montagne, avvengono lontano da ogni controllo sociale, e ciò facilita fenomeni di delinquenza, anche organizzata. Obiettivo fondamentale della SFN è garantire la corretta applicazioni delle leggi e dei regolamenti che governano le attività forestali, in modo da ostacolare comportamenti criminali che, oltre a danneggiare interi ecosistemi mettendo a rischio le naturali capacità rigenerative dei soprassuoli, alterano la concorrenza tra operatori economi onesti e disonesti a vantaggio di quest’ultimi. Per questi motivi è essenziale rendere fluido ed efficiente il coordinamento tra forze di polizia ed enti che gestiscono i boschi. Le tecnologie che permettono un controllo remoto dei boschi possono aiutare a compensare la mancanza di controllo “fisico” del territorio.
    L’Azione si concretizza con le seguenti Sotto-Azioni specifiche:
    11.1 Pianificazione e realizzazione controllo sul terreno del territorio forestale
    11.2 Pianificazione e realizzazione controllo remoto del territorio forestale

La nuova Azione Specifica 11 è di fondamentale importanza non solo per i boschi gestiti senza fini produttivi, ma anche per tutta la filiera del legno affinché non cada preda della delinquenza organizzata e non si renda corresponsabile dei danni immensi al patrimonio boschivo nazionale che potrebbero conseguire ai tagli di rapina che, pur non essendo previsti da alcuna normativa, sono purtroppo presenti e documentati in molte regioni italiane.

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