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La CO2 prodotta dalla combustione del legno viene detta "biogenica", ossia di origine biologica, e viene contrapposta alla CO2 prodotta dall'uso dei combustibili fossili, detta non biogenica.

E' una definizione certamente valida per i tempi pre-industriali, quando tutto il Carbonio presente nella biosfera era biogenico ed entrava come oggi in diversi cicli, anche sotto forma di CO2 , ma la sua quantità totale era all'incirca costante (a meno di modifiche astronomiche o di grosse eruzioni vulcaniche).

Secondo i dati  NASA , dal 1850 ad oggi 4 Novembre 2019, la concentrazione di CO2 in atmosfera è aumentata quasi del 50%, essendo passata da 285 a 412 parti per milione.

Nel 1850 la rivoluzione industriale era già iniziata, ma da poco e semplificando un po' possiamo dire che la CO2 atmosferica in quell'anno fosse praticamente tutta di orgine naturale. Nel periodo 1850 - 2019 non risultano fenomeni astronomici che possano aver inciso sulla quantità di CO2 in atmosfera e neppure fenomeni vulcanici eruttivi in grado di farlo.

E' quindi regionevole pensare che l'aumento di CO2 dal 1850 ad oggi sia dovuto all'uso umano dei combustibili fossili. L'aumento corrispnde a 1/3 del totale odierno e ciò significa che oggi 1/3 della CO2 atmosferica è prodotta dall'uso di combustibili fossili mentre i rimanenti 2/3 sono di origine naturale.

E' quindi ragionevole pensare che se piantiamo oggi un albero, esso inizierà ad accumulare Carbonio prelevandolo dalla CO2 atmosferica, quindi almeno un terzo di tale Carbonio sarà (mediamente) proveniente dai combustibili fossili. Almeno un terzo, perchè è certo che durante la vita dell'albero la percentuale di CO2 di origine fossile in atmosfera aumenterà, dato che l'umanità non smetterà di utilizzare i combustibili fossili nei prossimi anni.

E' quindi corretto dire che quando taglieremo l'albero piantato oggi e ne bruceremo il legno, la CO2 emessa sarà per meno di 2/3 di origine naturale e per oltre 1/3 di origine fossile? Se così fosse, ha ancora senso parlare di CO2 biogenica?

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Rappresentazione semplificata di alcuni processi relativi al ciclo della CO2 in biosfera

Sappiamo ormai per certo che i cambiamenti climatici in atto sono dovuti ad un eccesso di gas serra nell'atmosfera. Sappiamo anche che uno dei gas serra più coinvolti è l'anidride carbonica, altrimenti detta biossido di carbonio e indicata in chimica come CO2

Su internet si trovano molte immagini dei processi inerenti la presenza di CO2 in atmosfera. Data l'estrema complessità dell'argomento sono immagini necessariamente semplificate, ma alcune inducono a conclusioni errate e una di esse è quella riportata sotto, che abbiamo barrato per indicare che è una schematizzazione fuorviante.

Rappresentazione semplificata e fuorviante di alcuni processi relativi al ciclo della CO2 in biosfera

Questa immagine barrata fa pensare che la CO2 prodotta dall'uso dei combustibili fossili sia diversa e separata da quella naturalmente presente nella biosfera. E induce a pensare che si possano tagliare e bruciare tutti gli alberi che si vuole perché, fintanto che ne ricresceranno altri, la CO2  in atmosfera rimarrà sempre quella "biogenica" presente in biosfera da sempre.

Purtroppo ciò sarebbe vero solo se non ci fosse alcuna CO2 prodotta dai combustibili fossili o se davvero essa andasse in una "altra" atmosfera, come sembra suggerire la figura grigia a destra nell'immagine barrata.

La realtà è infatti meglio rappresentata nell’ immagine che apre questo articolo. Essa non pretende di rappresentare l'interezza dei fenomeni fisici, chimici e biologici inerenti il ciclo della CO2 a livello globale, ma si limita ai fenomeni rappresentati nell'immagine barrata e ne utilizza lo stesso livello di semplificazione concettuale.
L' immagine in testa all'articolo rappresenta graficamente che:

  1. La CO2 prodotta dalla combustione del legno non è distinguibile da quella prodotta dall'uso dei combustibili fossili;
  2. Qualunque origine abbia, tutta la CO2 prodotta va in atmosfera dove peggiora l’effetto serra;
  3. Gli alberi "prendono" COdall'atmosfera e la trasformano in Carbonio che fissano nel proprio legno. Questo Carbonio, fintanto che rimane nel legno, non è dannoso ai fini climatici;
  4. Bruciando legno, il Carbonio che lo compone si trasforma in CO2 e torna in atmosfera dove è dannoso ai fini climatici.

Poichè gli alberi durante la loro lunga vita accumulano nel legno Carbonio proveniente sia da CO2 di origine naturale sia da CO2 derivante dai combustibili fossili (per non dire anche di origine vulcanica)  non è corretto dire che quando bruciamo legno reimmettiamo in circolo solo CO2 "biogenica", ossia solo CO2 presente in biosfera da milioni di anni.

Quindi, contrariamente a quanto da molti asserito, la situazione climatica peggiora sia bruciando legno sia bruciando combustibili fossili. 

  • Bruciando legno liberiamo in atmosfera CO2 che certamente era già stata in atmosfera, ma la storia pregressa della CO2 liberata non diminuisce le conseguenze negative dell’ odierna combustione.
  • Bruciando combustibili fossili peggioriamo la situazione climatica due volte perchè la CO2 che immettiamo si aggiunge a quella già presente nella biosfera.

Non ci consola sapere che in 50 anni la CO2 oggi emessa bruciando legno forse tornerà tutta fissata nel legno di un nuovo albero. Diciamo “forse” perché non è detto che per ogni pianta tagliata ne sarà piantata una nuova, oppure che il pollone cresca bene, e anche perché questa nuova ipotetica piantina potrebbe non trovare le condizioni adatte alla crescita, anche a causa dei cambiamenti climatici in atto. In ogni caso l'eventuale nuova piantina nei suoi primi anni di crescita potrà assorbire meno CO2 di quanto assorbiva quella tagliata. Non va poi dimenticato che il taglio dei boschi, se fatto in modo criminale come oggi sta purtroppo avvenendo in molti luoghi d’Italia e del mondo, può causare  l'impossibilità che a medio termine i boschi possano rigenerarsi.

Purtroppo l’unica vera soluzione ai cambiamenti climatici è  diminuire la produzione umana di CO2 e aumentare l’assorbimento naturale di CO2 ad opera dei boschi.

Diminuire la produzione umana di CO2 significa diminuire i consumi e ciò implica tante cose, tra le quali ridurre l'uso di combustibili fossili e di  legno a scopo energetico, quello usato per produrre calore o energia elettrica.

Se proprio non riusciamo a diminuire il bisogno di legno a scopo energetico, cerchiamo almeno di ottenerlo da arboricoltura da legno effettuata su terreni oggi non boschivi, in modo da evitare tagli nei boschi.

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Quante volte ci è capitato di vedere, magari di passaggio, scempi avvenuti o che stanno avvenendo nei nostri boschi?

Siamo stati sicuramente combattuti tra "lasciamo perdere, non sono affari nostri", e "non è giusto far finta di niente". Poi quasi sempre abbiamo deciso di non fare nulla, anche perchè non sapevamo chi avremmo potuto chiamare o cosa fare.

Ecco cosa possiamo fare:  fotografiamo il luogo e, se ci sono, le persone che stanno agendo e le targhe dei loro automezzi. Prendete nota del luogo e,  se non lo sapete con esattezza, utilizzate il telefonino per memorizzarne le coordinate.  Poi:

  • andiamo alla più vicina stazione dei Carabinieri (non necessariamente quelli Forestali) dove raccontiamo il fatto e mostriamo le foto. 
  • mandiamo una PEC al locale Gruppo Provinciale dei Carabinieri Forestali con l'indicazione del luogo e le foto in allegato.
  • chiamiamo il 112 e diciamo che vogliamo segnalare un reato ambientale.

Se non non sappiamo giudicare se ciò che vediamo è secondo legge o meno, possiamo segnalare il fatto uguamente, i Carabinieri Forestali sapranno valutare dalle foto se è stato commesso un reato oppure no. 

Come facciamo a sapere qual'è la email del Gruppo Provinciale dei Carabinieri Forestali? Facile! Si va su www.indicepa.gov.it e si digita "GRUPPO CARABINIERI FORESTALE - ROMA"  (ad esempio) e si trova la PEC cercata.