Incendi boschivi: deve convenire prevenirli anziché spegnerli

  • redazione del FFI
  • 21 Agosto 2020
  • 9 Responses

Il Fondo Forestale Italiano ritiene che se l’assenza di incendi boschivi fosse economicamente più conveniente del loro spegnimento, allora si lavorerebbe di più sulla prevenzione e gli incendi sarebbero meno numerosi.

Su  questo auspicabile cambio di paradigma in campo AIB, il FFI ha elaborato una proposta che porta all’attenzione dei singoli e delle altre associazioni al fine di arrivare ad una proposta comune del mondo ambientalista da inoltrare al mondo politico.
Chi vuole può inviare suggerimenti scrivendo commenti a questo post oppure inviando mail a aib@fondoforestale.it

Isola del Liri, 21 Agosto 2020.

Quello che segue è il contributo iniziale del FFI.



Attualmente per le attività di spegnimento degli incendi boschivi Stato e Regioni impiegano, oltre a personale dipendente delle varie amministrazioni,  apposito personale stagionale e ditte private.

In questa situazione, più sono numerosi e vasti gli incendi, tanto più numeroso e retribuito è il personale stagionale e maggiori sono le risorse economiche da destinare alle ditte private.  

Si propone di rovesciare tale logica: passare dal concetto “più si spegne più si guadagna” al concetto “meno incendi ci sono più si guadagna”.

In questa nuova visione, chi lotta contro gli incendi boschivi è pagato per fare prevenzione e per spegnere gli incendi ma guadagna di più quando essi non succedono. In questo modo le attività più redditizie sono quelle di prevenzione e non quelle di spegnimento.

Chi si assume l’incarico annuale AIB di un certo territorio riceve un compenso determinato a priori ma pagato a posteriori e decurtato in base al numero degli incendi avvenuti e alla superficie boschiva andata distrutta dal fuoco.

In pratica il compenso viene erogato al 100% solo se nell’anno non ci sono stati incendi boschivi e scende in base al numero di incendi eventualmente avvenuti e alle superfici boschive andate distrutte dal fuoco. Il compenso si trasforma in rimborso allo Stato in caso di incendi particolarmente disastrosi che chi aveva l’incarico AIB non è riuscito a contenere.

Per la collettività si trasformerebbe una spesa annuale aleatoria (che può essere anche piccola ma che in caso di numerosi o vasti incendi può essere anche molto alta) in una spesa annuale che partendo da un massimo prefissato (in assenza di incendi) diminuisce in caso d’incendi boschivi.

Per chi fa bene prevenzione e spegnimento AIB ci sarebbe un introito annuale garantito se lavora non per far volare i Canadair, ma per lasciarli a terra e controllare invece il territorio con droni, fototrappole, pattugliamenti ecc. al fine di evitare che avvengano incendi.

Per tutti, umani, animali e piante, ci sarebbero meno incendi boschivi. E scusate se è poco! 


La proposta potrebbe essere articolata nel seguente modo:

  1. il territorio nazionale viene suddiviso in zone omogenee dal punto di vista forestale;
  2. di ciascuna zona si determina:
    1. A”, il compenso che la collettività è disposta a pagare annualmente affinché non vi avvengano incendi boschivi
    2.  “N”,  la decurtazione del compenso conseguente a ciascun incendio boschivo che vi accada
    3. HA”,  la decurtazione del compenso  conseguente a ciascun ettaro di bosco che vi si perda a causa di incendi  
  3. la protezione antincendio di ciascuna zona viene assegnata mediante gara pubblica a un’Agenzia (ditta privata o cordata di ditte private e enti pubblici, come carabinieri forestali e vigili del fuoco)  a fronte di un compenso annuale C pagato a fine anno calcolato con questa formula:
    C = A – N*eventi – HA*ettari
    dove “eventi” è il numero di incendi avvenuti nella zona nell’anno e “ettari” è il numero di ettari ivi persi a causa degli incendi nell’anno. In caso di C negativo (incendi molto numerosi e/o disastrosi), esso sarà la penale che l’Agenzia riconoscerà allo Stato.

Note:

  • Per la determinazione di A di ciascuna zona si considerano diversi parametri, tra i quali la qualità dei boschi (oasi , parchi, boschi storici, paesaggisticamente rilevanti ecc.)  , la loro estensione e la spesa sostenuta in passato per gli spegnimenti e le riforestazioni.
  • Il valore HA di ciascuna zona è proporzionale alla densità media dei suoi boschi e alla loro  qualità (oasi , parchi, boschi storici, paesaggisticamente rilevanti ecc.)  
  • Le Agenzie potrebbero impiegare nella prevenzione AIB anche le ditte addette in passato alle attività di riforestazione. 
  • Le Agenzie devono poter svolgere sul territorio un ruolo di prevenzione e pertanto necessitano di un forte raccordo con le forze dell’ordine ivi presenti.

9 risposte

  1. In uno stato di diritto con logiche realmente sociali la salvaguardia del capitale naturale è un dovere e un interesse collettivo. Il problema è di natura strettamente politica e speculativa.

  2. Bellissima proposta, molto naturale; riuscire a rendere operativa questa idea, a farla attecchire sui suoli abbastanza sterili della politica, significa promuovere il rispetto e la protezione della Natura in Italia.

  3. Ottima proposta. Riconoscere il valore del nostro patrimonio forestale anche in termini economici è un passo molto importante. Esiste poi un valore inquantificabile di cui piano piano stiamo forse riprendendo coscienza e che andrà ugualmente tutelato e tenuto in considerazione nelle opportune sedi.

  4. Sono un vigile del fuoco e questo è sempre stato il mio pensiero. Prevenire costa meno dell’emergenza. Nei danni degli incendi non si devono calcolare le spese per lo spegnimento ma anche quelle che poi si devono affrontare per la messa in sicurezza dei costoni rocciosi e delle frane successive. Avere personale che fa prevenzione attiva come pulizia, riforestazioni, fasce tagliafuoco costerebbe sicuramente meno e darebbe lavoro a tante persone. Il problema è che facendo questo sarebbero tante le persone che porterebbero lo stipendio a casa e non come adesso che si riempiono le tasche solo e sempre pochi soggetti.

  5. In una logica di tagli alle spese è evidente che investire nella prevenzione degli incendi, e non solo in questi casi, sarebbe opportuno lavorare su questo, resto tuttavia dll: idea di un inasprimento delle pene per chi causa un incendio boschivo e non, pene certe e pesanti per i piromani e i loro eventuali mandanti!

    1. Le due cose NON sono incompatibili: si può attuare la politica di prevenzione degli incendi, finanziandola nel modo da noi suggerito, e conpemporaneamente inasprire e rendere certe le pene per chi causa incendi. Anzi l’inasprimento dovrà essere attuato se vogliamo rendere più efficace l’opera di prevenzione.

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