Il mondo si scalda e noi continuiamo a bruciare alberi…

  • Emanuele Lombardi
  • 23 Maggio 2022
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E’ ormai scientificamente provato che se non invertiamo la rotta, noi o i nostri figli, subiremo una catastrofe ambientale causata dai cambiamenti climatici.

Sull’argomento sappiamo ormai tutto:

  • Sappiamo che i cambiamenti climatici sono causati dai troppi gas “serra” presenti in atmosfera.
  • Sappiamo che i gas “serra” sono prodotti dai processi di combustione usati nelle attività umane quali industria e trasporti.
  • Sappiamo che il principale gas “serra” è l’anidride carbonica CO2.
  • Sappiamo che possiamo contrastare i cambiamenti climatici in due soli modi, non certo alternativi: buttare meno CO2 in atmosfera e togliere CO2 dall’atmosfera.
  • Sappiamo che, ad oggi, gli alberi sono l’unico sistema esistente per sottrarre CO2 dall’atmosfera, essi infatti la utilizzano per produrre il Carbonio che costituisce il 50% del loro legno. Fintanto che la CO2 è “intrappolata” nel legno non partecipa ai cambiamenti climatici, ma quando il legno brucia (combustione) tutta questa CO2 torna in atmosfera a fare danni.

A fronte di tutte queste conoscenze, in Italia abbiamo modificato il nostro comportamento verso gli alberi?

  • Abbiamo smesso di tagliarli?
  • Abbiamo ridotto i tagli e aumentato la protezione di boschi e foreste?
  • Abbiamo raddoppiato o triplicato finanziamenti e personale preposto ad evitare che criminali incendino i boschi o li taglino più del dovuto?
  • Abbiamo potenziato al massimo le forze dedite al contrasto degli incendi boschivi dotandole di tutti i mezzi e il personale necessari?
  • Abbiamo aumentato le pene e la riprovazione sociale per i criminali incendiari e per chi taglia abusivamente o più del dovuto?
  • Abbiamo bloccato il consumo di suolo?
  • Stiamo favorendo la sostituzione della legna da ardere a favore dell’uso di energie verdi come il solare o l’eolico?
  • Abbiamo reso socialmente riprovevole acquistare un tavolo di mogano o di tek?
  • Agiamo affinché smettano di distruggere foreste tropicali per fare posto a monocolture alimentari per noi o per il bestiame a noi destinato?

No, nulla di tutto ciò!

Né la certezza dei cambiamenti climatici, né la paura della catastrofe climatica in arrivo hanno ancora modificato l’atteggiamento predatorio dell’uomo nei confronti degli alberi:

  • Nessuna legge statale e nessuna legge regionale sono state fatte o modificate per aumentare la protezione degli alberi allo scopo di contrastare i cambiamenti climatici. Solo a livello comunale, in qualche città si incentiva la messa a dimora di nuovi alberi. 

  • Nessun cambiamento si nota nel comportamento dei singoli e delle aziende nei confronti degli alberi. Infatti, forse paghi del fatto che i satelliti evidenziano che i terreni abbandonati dall’agricoltura hanno iniziato il loro lento percorso evolutivo verso lo stadio di boschi,  continuiamo a tagliare alberi come prima e più di prima.

  • In città tagliamo alberi anche solo perché le foglie “sporcano” il vialetto del nostro condominio o ci coprono la visuale.

  • Le amministrazioni comunali, per risparmiare, danno appalti per le potature ad aziende incapaci che, pur di sbrigarsi, capitozzano senza pietà tutti gli alberi che gli capitano a tiro

Addirittura, lo Stato Italiano continua a sprecare le nostre tasse pagando contributi a chi brucia alberi per produrre energia elettrica, quella stessa energia che potremmo facilmente produrre utilizzando il sole e il vento! Invece continuiamo a bruciare alberi nelle centrali a biomasse forestali. Bruciamo alberi NON per bruciare meno combustibili fossili, ma per avere a disposizione più energia a buon mercato al fine di aumentare le produzioni, incrementando così la CO2 in atmosfera.

Poi ora, con la guerra in Ucraina, la legna sarà ancora più ricercata per sostituire il gas come fonte di riscaldamento…

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