Un’altra donazione al FFI

  • redazione del FFI
  • 1 Giugno 2020
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Con grande gioia siamo lieti di annunciare la ricevuta donazione di una fustaia di querce a bosco a S. Lorenzo Nuovo (VT). 

Siamo molto grati ai donatori per la loro doppia generosità. Stavano infatti richiedendo le autorizzazioni al taglio di diradamento ma, una volta conosciuto il FFI, non solo hanno rinunciato al taglio ma ci hanno donato il bosco! 

Essendo la quarta proprietà acquisita dal FFI, gli abbiamo dato il codice P0004 e l’abbiamo inserito nella Rete del Fondo Forestale Italiano, composta ad oggi dalle nostre 4 proprietà e dai due terreni affiliati.

Scheda tecnica:

Il terreno forestato donato al FFI è di 13000 me si trova poco fuori l’abitato di San Lorenzo Nuovo, in Provincia di Viterbo, nei pressi del lago di Bolsena, visibile all’orizzonte tra le fronde delle querce.

Il bosco, conosciuto col nome di “Bosco di Soana”, è ubicato lungo un’antica e a tratti selvaggia rotta di pellegrinaggio, la via Francigena, che portava i romei dall’Europa Occidentale fino nel cuore dell’Italia. La bellezza naturalistica del luogo si lega così indissolubilmente al suo retaggio storico e culturale. Il bosco di Soana è attraversato dal tratto Acquapendente-Bolsena della Via francigena.

Si tratta di un querceto a prevalenza di cerro, che si inerpica lungo una costa scoscesa compresa tra la strada Cassia in basso e la via Francigena alla sommità, con grandi affioramenti di rocce ammantate di muschi e felci che rendono il bosco ancora più suggestivo. In questi punti, dove la fertilità è minore e c’è abbondanza di luce, il cerro lascia il posto a nuclei giovani di leccio.

La volta arborea è dominata da esemplari di cerro vecchi perlopiù di qualche decina d’anni, a cui si aggiungono qua e là, soprattutto lungo il sentiero, esemplari molto più maturi e di dimensioni ragguardevoli.  Alle querce dominanti si affianca in un disordine solo apparente un ricco corteggio di specie arboree ed arbustive costituenti il piano dominato, quali acero campestre, orniello, corniolo, pruno selvatico, biancospino, ligustro e nespolo, questi ultimi due qui molto abbondanti e, sporadicamente, giovani piante di castagno. Un bosco quindi caratterizzato da una buona diversità di specie arboree, da uno stato di salute ottimo, testimoniato dall’assenza di malattie significative a carico delle piante e soprattutto capace di rinnovarsi autonomamente, come dimostrano le abbondanti quercette cresciute all’ombra della querce più vecchie che un giorno rimpiazzeranno.

Sul sito web dell’associazione c’è una pagina dedicata a questo bosco, pagina che sarà aggiornata con le novità che lo riguardano

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